venerdì 18 marzo 2016

Letti: Il guardiano degli innocenti (1993)


1993 | Andrzej Sapkowski | Editrice Nord


Chiagne e fotte!

Ho scoperto Geralt di Rivia grazie ai videogiochi, lo ammetto. Ho amato il secondo titolo dello strigo sviluppato dai CD Project (qui la mia opinione) ma non ho mai sentito l'esigenza di avventurarmi nelle pagine di Andrzej Sapkowski, soddisfatto ed appagato a sufficienza dalle scorribande interattive. L'arrivo in casa Ricci del chiacchieratissimo The Witcher 3: Wild Hunt, grazie ad un regalo della mia compagna, mi ha spinto all'acquisto impulsivo dei sette libri che compongono la saga di Geralt, fermamente deciso a leggerli prima di avviare il videogioco. "Il guardiano degli innocenti" è una raccolta di racconti postumi all'esordio letterario dello strigo, che funge da collante per gli eventi che verranno, narrando episodi importanti del passato dei personaggi di Sapkowski. Lo stile asciutto ed essenziale dello scrittore polacco tiene incollati alle pagine, con gli eventi che si susseguono in maniera fluida e senza sperpero di parole ridondanti. L'universo fantastico del nostro è crudo, spietato e sporco, popolato da persone che cercano di sopravvivere alla violenza ed al degrado, sia fisico che morale. Ci sono i reietti, i diversi, i potenti ed i miserabili. C'è l'odio indiscriminato ed un grande amore irrealizzabile, ma su tutti si staglia lui, Geralt di Rivia, imponente pur con tutte le proprie debolezze emotive, sempre con la patta dei calzoni aperta e la spada in mano, letale sia con la magia che con le parole, cacciatore di mostruosità in un mondo di mostri dal sorriso conciliante. Non manca l'umorismo, seppur spesso tinto di nero ed il romanzo termina sin troppo in fretta, lasciando quel pizzico d'appetito nonostante la bontà della portata. Un fantasy adulto che merita il vostro tempo.




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